Relazione tecnica sui primi 6 anni di attività della Fondazione. È stata presentata durante l’Assemblea dei Soci di novembre 2010 la relazione tecnica sull’attività dei primi 6 anni della Fondazione per proporre una riflessione sull’esperienza di questo periodo. Prosegui per leggere l'intera relazione.
Questi obiettivi prioritari sono stati sicuramente raggiunti: tutte le persone aiutate in questi anni, in modi molto diversi, hanno sempre espresso un forte riconoscimento al gesto di umanità concreta che veniva loro rivolto in un momento estremamente precario e triste della loro vita.
L’aspetto da sottolineare è l’originalità dello “strumento fondazione” che ha reso possibile una modalità di lavoro celere, flessibile, con procedure semplici, non codificate ma utili a rispondere in termini concreti ai bisogni della/e vittima/e e l’individuazione di volta in volta dell’intervento più idoneo da attivare. Le sinergie realizzate in accordo e collaborazione con gli operatori dei Comuni preposti a seguire i diversi casi hanno dato vita ad esperienze positive di lavoro che hanno contribuito a costruire una rete sempre più ampia di diversi soggetti pubblici e privati. Si sono tessute relazioni con gli operatori degli enti locali, i servizi socio-sanitari, le forze di polizia locale, le strutture che si occupano di violenza alle donne e di pari opportunità, gli avvocati, ecc.. Da ciò ha preso piede quel passa-parola che ha contribuito a rendere
Nel corso degli anni l’attività di istruttoria sui singoli casi, da sottoporre all’esame del Comitato dei Garanti, si è fatta più definita e puntuale circa le valutazioni e le decisioni da assumere in merito all’intervento richiesto. Le variabili più significative, sia di carattere oggettivo che informativo, a cui è stato fatto riferimento sono state in particolare: la tipologia del reato, gli aiuti precedentemente erogati e le modalità di intervento seguite per casi analoghi; i danni e le conseguenze più gravi occorsi alle vittime sia di tipo economico, psicologico, medico-sanitario, morali che sulla qualità della vita; le informazioni assunte, anche per le vie brevi, nel rapporto con gli operatori degli enti locali.
Utile e significativo è stato il confronto, nel corso degli incontri annuali, tra i Soci, il Comitato dei Garanti e
Come più volte ribadito, nel corso di questi anni il punto di maggiore criticità è rappresentato dal fatto che
L’iniziativa a favore delle vittime
Nell’analizzare i dati statistici dell’attività a sostegno delle vittime in primo luogo è utile segnalare come sia ormai prassi consolidata l’elemento temporale dell’“immediatezza” nella modalità di intervento: circa trenta giorni dalla richiesta del Sindaco ovvero dalla data di conoscenza del reato, comprensiva della fase di istruttoria e della valutazione del Comitato dei Garanti. L’erogazione dell’aiuto avviene mediamente in tempo molto breve, circa una decina di giorni, secondo l’urgenza del bisogno e le condizioni della vittima. Le situazioni sono sempre molto diverse a seconda che si tratti di minori oppure di persone non ancora in grado, per via del trauma subito, di ricevere concretamente il sostegno della Fondazione, oppure con aiuti dilazionati nel tempo. Queste differenze sono sempre il risultato del lavoro sviluppato con gli operatori dei Servizi dei Comuni e di quanto deliberato dal Comitato dei Garanti. In rarissime occasioni, per la complessità e gravità della situazione in cui si sono trovate le vittime, sulla base di nuove richieste e aggiornamenti della situazione da parte del Sindaco, il Comitato ha deliberato un intervento aggiuntivo a favore delle vittime colpite da un gravissimo reato.
Nell’arco di questi sei anni sono quasi un centinaio le richieste pervenute e solo cinque sono state quelle non accolte (vedi tav. n. 1). Le richieste presentate sono state in maggioranza quelle dei comuni della Provincia di Bologna (27 su 98 richieste pervenute), mentre per i comuni della Provincia di Rimini le richieste sono state solo due.
La lettura del dato suddiviso per tipo di reato evidenzia come la categoria (omicidi e tentati omicidi) è quella più rappresentativa, (43), a cui fanno seguito le aggressioni (31) ed infine il fenomeno delle violenze sessuali, psicologiche e dei maltrattamenti in famiglia (23), (vedi tav. n. 2). Come più volte evidenziato oltre il 50% del totale (144) delle persone aiutate sono donne, mentre per un terzo sono minori.
Gli importi deliberati nell’arco dei sei anni sono stati pari a 894.963,00 Euro.
Gli aiuti erogati vanno da un minimo di 2.000,00 Euro ad un massimo di 30.000,00 Euro.
Quasi il 50% degli interventi erogati hanno interessato i casi di omicidio per un importo pari a 476.985,00 Euro con una media di 11.000,00 Euro per ogni caso, per le violenze sessuali sono stati deliberati aiuti per 216.478,00 Euro con una media di circa 9.400,00 Euro a caso e per le aggressioni 201.500,00 Euro con una media di 6.500,00 Euro a caso.
Attività di divulgazione e promozione della Fondazione
Diverse e significative sono state le iniziative di carattere informativo attivate nell’arco di questi anni con il fattivo e qualificato sostegno della Regione Emilia-Romagna e con il supporto dei Soci, Province e Comuni capoluogo, per la convocazione di diversi incontri realizzati a livello locale con le autorità pubbliche, i sindaci delle province interessate e i soggetti che a vario titolo erano interessati all’iniziativa. Gli incontri a livello locale hanno visto la partecipazione del Presidente, dei Garanti e della Direzione della Fondazione.
L’attività di informazione si è sviluppata in un primo tempo con la costruzione di un sito dedicato alla Fondazione a cui ha fatto seguito, a partire dal settembre 2008, l’attivazione di una newsletter mensile indirizzata a persone, enti locali e associazioni interessati all’attività della Fondazione.
Molto utili sono state le due puntate che l’Agenzia Stampa della Regione Emilia-Romagna ha dedicato alla Fondazione nel 2006 e 2008 nel settimanale televisivo “Vista da vicino” trasmesso dalle tv locali, e a tal proposito particolarmente significativi sono stati i contatti creati nella costruzione e divulgazione dei video.
Le campagne informative in forma cartacea sono state tre ed hanno visto la divulgazione sul territorio della regione di un primo opuscolo nel 2005 e un secondo nel 2009. La terza iniziativa è stata la campagna stampa sui quotidiani locali nel 2007.
Infine diverse sono state le Conferenze stampa organizzate dall’Agenzia Stampa della Regione Emilia-Romagna in occasione dell’avvio di attività della Fondazione e in occasione del rinnovo degli organi dopo il terzo anno di lavoro. Anche a livello locale in occasione di particolari fatti delittuosi che hanno scosso e colpito le comunità locali i Sindaci hanno organizzato Conferenze Stampa e divulgato le notizie in merito agli aiuti di sostegno erogati alle vittime da parte della Fondazione.
Attività gestionali
Le principali attività gestionali e amministrative riguardano la predisposizione dei bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre alle Assemblee dei soci, i rapporti con gli enti soci, la tenuta dei libri contabili, la gestione del patrimonio, la redazione dei verbali delle assemblee e del comitato dei garanti.
L’attività amministrativa comprende l’istruttoria dei casi da sottoporre al Comitato dei Garanti, l’erogazione degli aiuti alle vittime che nel corso degli anni si è fatta più complessa per meglio rispondere alle esigenze delle vittime.
Tutta l’attività di supporto operativo alla Fondazione e alla Direzione è sostenuta da una segreteria amministrativa e dalla struttura tecnico-organizzativa del Servizio Politiche per