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Un anno d'attività.

Dopo un anno sono cinque gli interventi realizzati in favore delle vittime di reati gravi.

Foto: folla - archivio Servizio Stampa e Informazione Giuta Regione Emilia-Romagna Contributi per 55 mila euro.  Un anno di attività e cinque interventi a favore di altrettante vittime di reati gravi in Emilia-Romagna.  I soci della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, costituitasi il 12 ottobre 2004 per volontà e grazie ai contributi della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni capoluogo, si sono riuniti a Bologna il 28 novembre ´06 per la relazione annuale sull´attività della fondazione stessa e per approvare il bilancio di previsione per l´anno 2006, alla presenza del presidente Sergio Zavoli.

La Fondazione ha la finalità di offrire sostegno immediato alle vittime dei reati di maggiore gravità, per permettere alla famiglia o alla stessa vittima di affrontare lo choc determinato da un grave crimine.
Nel suo primo anno di attività, alla Fondazione sono pervenute sei richieste di intervento, inoltrate - come prevede lo Statuto - dai sindaci.

Gli interventi che hanno avuto il via libera e hanno riguardato 3 casi di omicidio e 2 di violenza avvenuti all´interno delle mura domestiche nei Comuni dei territori di Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara e Modena. I contributi erogati sono stati pari a 55 mila euro.

Le finalità della Fondazione
Scopo della Fondazione, prevista dalla legge regionale sulla "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza" del dicembre 2003, è quello di intervenire a favore delle vittime dei reati, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionali e alla polizia locale, quando, da delitti non colposi, ne derivi la morte o un danno gravissimo alla persona.

Per danno gravissimo alla persona si intendono "i danni arrecati ai beni morali e materiali che costituiscono l´essenza stessa dell´essere umano, come la vita, l´integrità fisica, la libertà morale e sessuale".

La Fondazione interviene su richiesta del sindaco del Comune in cui si è verificato il fatto o del Comune di residenza della vittima e può farlo quando il reato sia avvenuto nel territorio regionale o, se il fatto è avvenuto fuori del territorio regionale, quando abbia come vittime cittadini residenti in Emilia-Romagna.

L´intervento è volto a limitare, "nell´immediatezza del fatto o in un periodo congruamente breve, le più rilevanti situazioni di disagio personale o sociale della vittima o dei suoi famigliari conseguenti al reato stesso". Entro 30 giorni dalla segnalazione, quindi, la vittima o i suoi familiari possono ricevere un primo aiuto per poter affrontare l´emergenza concreta.

Notizia pubblicata su Ermes il portale della Regione Emilia-Romagna il 30 novembre 2005

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