"E' opinione diffusa che il corpo delle norme previste dal codice civile e penale esaurisca, da sé, tutte le problematiche di una società, corrispondendo a ogni esigenza dei cittadini; e che dunque non servano altri strumenti per garantire un'equanime, certa, sollecita amministrazione della giustizia. ....
.... Eppure noi vediamo ogni giorno come ciò non corrisponda al vero, a giudicare dal fatto che per avere giustizia, nel nostro Paese, occorrono mediamente dai sei ai dodici anni, e che l’ottanta per cento dei processi rimane inevaso.
Lo dico perché, nel suo ambito, l’iniziativa assunta dalla Regione Emilia-Romagna, unica in Italia, è nel segno di una “giustizia” che, secondo le regole del suo particolare statuto, sostiene quanti sono vittime di una reato per trarle con equità, sollecitudine ed efficacia, su segnalazione dei sindaci, da uno stato di sofferenza e bisogno.
Mi onora, mi motiva, mi incoraggia la certezza morale e civile di partecipare, insieme con due illustri personalità, a una relazione con il territorio che implica l’idea stessa di comunità, cioè il mettere in comune i problemi altrui in un tempo che sembra interamente votato al criterio egoistico del proprio interesse, della convenienza personale. Qui, invece, il concittadino vittima di una violenza ci riguarda.
E vogliamo essergli, solidalmente, vicini.
Sergio Zavoli