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Le domande più frequenti

Per risparmiare tempo prezioso in questa pagina sono pubblicati i testi delle risposte alle domande più frequenti. Se tra le risposte presentate non trovate ciò che vi interessa inviate la vostra richiesta.

Vorrei chiedere l´intervento della Fondazione, dove e a chi rivolgere la richiesta?
La richiesta di intervento della Fondazione deve essere formulata al Sindaco del Comune di residenza, o al Sindaco del Comune dove è avvenuto il caso criminoso. Il Sindaco valuterà la situazione e, se accolta, presenterà motivata richiesta alla Fondazione.
Il Sindaco può assumere la decisione di chiedere l´intervento della Fondazione anche senza una esplicita domanda della vittima o dei suoi familiari.

Chi decide sull´intervento della Fondazione e con quali tempi?
La decisione circa l´opportunità dell´intervento viene assunta dal Comitato dei Garanti della Fondazione che, effettuato un attento quanto rapido esame della richiesta, ne verifica la coerenza con le finalità dello Statuto e stabilisce modi e forme dell´aiuto.
Trascorsi trenta giorni dalla richiesta verrà data formale risposta al Sindaco e il Direttore della Fondazione provvederà ad erogare le forme di aiuto decise dal Comitato dei Garanti.

Quali sono i reati per i quali la Fondazione interviene?
La Fondazione interviene per offrire un sostegno immediato alle vittime dei reati più gravi, quelli che causano la morte o danni gravissimi alla persona o dei suoi familiari. Per danno gravissimo alla persona si intendono i danni arrecati ai beni morali  e materiali che costituiscono l´essenza stessa dell´essere umano, come la vita, l´integrità fisica, la libertà morale e sessuale.

Quando può intervenire la Fondazione?

Sia quando il reato è compiuto nel territorio regionale, sia quando è avvenuto fuori da territorio regionale purché, in questo ultimo caso, abbia come vittime cittadini emiliano-romagnoli.

La Fondazione interviene in favore di  tutti i cittadini?

Interviene a favore di tutte le vittime – siano esse cittadini italiani o di al altre nazionalità, compresi gli appartenenti alle Forze di Polizia nazionale e locale - quando il fatto sia avvenuto nel territorio regionale; interviene invece in favore dei soli cittadini residenti in Emilia-Romagna qualora il fatto sia accaduto fuori dal territorio regionale.

Quali sono le forme di aiuto della Fondazione?
L´intervento della Fondazione può essere, per esempio, volto:
-  al sostegno scolastico, per un certo periodo, ai figli della vittima;
-  a sostenere particolari cure mediche ;
-  a supportare le spese per l´affitto di casa per brevi periodi.
Oppure può consistere in una donazione una tantum che affronti nell´immediato le difficoltà più urgenti.
L´intervento, infatti, non è mai definito a priori, ma cerca di sostenere nel concreto i bisogni della vittima o dei suoi familiari.

Cos’è la Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime dei reati?

Per volontà della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni capoluogo è sorta in Emilia-Romagna una Fondazione per il sostegno immediato a favore delle vittime dei reati più gravi - quelli che causano la morte o danni gravissimi alla persona – o dei loro familiari, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionali e alla polizia locale, per affrontare lo choc determinato da un grave crimine e lenire il trauma che ne deriva.
Sono Soci fondatori tutte le Province, tutti i Comuni capoluogo e la Regione Emilia-Romagna.
La Regione Emilia-Romagna, con la L.R.  n. 24/2003 "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza" ha voluto questo strumento per rispondere ad esigenze di flessibilità e rapidità di intervento, di fronte ad emergenze, talora drammatiche, delle persone e delle famiglie e nel contempo mantenere l’intervento nella sfera della responsabilità pubblica. La proposta, avanzata dal Presidente della Regione, Vasco Errani, è stata accolta da subito con interesse dalle città e dalle amministrazioni provinciali dell´Emilia-Romagna.

Chi può far parte della Fondazione?

Possono essere soci aderenti gli enti locali singoli o associati. L’adesione comporta l’accettazione delle regole statutarie, la condivisione di finalità e scopi e un contributo annuale di 10 mila euro al fondo di gestione.
Possono essere soci sostenitori le persone fisiche e le persone giuridiche pubbliche e private. L’adesione comporta l’accettazione delle regole statutarie, la condivisione di finalità e scopi e un contributo annuale non inferiore a 5 mila euro al fondo di gestione.


Dove si trova la Fondazione?

La Fondazione ha sede presso la Regione Emilia-Romagna, a Bologna - viale Aldo Moro, n. 64, nei locali del Servizio "Promozione e Sviluppo delle Politiche per la Sicurezza e della Polizia locale" - Presidenza della Giunta regionale.


Di quanto dispone la Fondazione?

Il patrimonio della fondazione - di euro 470.000 - è costituito dai conferimenti in denaro effettuati dai soci fondatori all’atto della costituzione della Fondazione avvenuta il 12 ottobre 2004. Il fondo di gestione dell’ente è alimentato dalle quote annuali versate dai soci fondatori, dai soci aderenti e dai soci sostenitori. Per il 2004-2005 ammonta a euro 705.000 il fondo da utilizzare a favore delle vittime alimentato da: Regione Emilia-Romagna 300.000, Province e Comuni capoluogo con 22.500 ognuno.

Quante sono le vittime di omicidi in Emilia-Romagna?

Non abbiamo riferimenti certi di quanti casi possono esserci nella nostra Regione.
Se prendiamo ad esempio uno degli studi più recenti (realizzato dalla dr.ssa Samanta Arsani, ricercatrice del "Servizio Promozione e Sviluppo delle Politiche per la Sicurezza e della Polizia locale" della Regione Emilia-Romagna) sugli omicidi in Emilia – Romagna, rilevati da fonti giornalistiche in un arco temporale di 3 anni (sett. 2000/novem. 2004) i casi ricostruiti sono 110 con un numero di 118 vittime, di queste il 57,6% sono uomini e il 42,4% donne.
Nel rapporto tra la popolazione residente e gli omicidi la percentuale più alta si registra nella provincia di Bologna con il 23%. Segue Modena con circa il 16% e Reggio con l’11,4%.

Le tipologie degli eventi:
- Situazioni fuori controllo (32 casi) (conflitti sfuggiti al controllo dei soggetti coinvolti, liti, risse, ecc.) 30%;
- Omicidi pianificati (24 casi ) che avvengono in casa (14 casi su 24) e in famiglia (13 su 24);
- Raptus (20 casi) 18 interessano la sfera familiare e affettiva;
- Agguati (16 casi) avvengono prevalentemente in strada e coinvolgono l’ambiente di relazione, quello criminale con moventi di vendetta o di regolamento di conti.
Seguono: gli scontri 6 casi e l’infanticidio 3 casi, per 9 casi l’informazione è mancante.